da domani si volta pagina
Sta andando forte, sta andando forte!
Leggete l'opera incredibile di Giulio Mozzi
Sono l'ultimo a scendere
Ho raggiunto il Nirvana ma era chiuso. Allora sono rimasto fuori, ho gironzolato un po’ sulla grande piazza lastricata.
C’era un cane seduto che si grattava il collo con una delle due zampe posteriori. Tra il godimento e il fastidio, l’azione e la sua concentrazione non gli permettevano di aprire gli occhi ma ero sicuro che si era accorto di me. Non dissi niente, aspettai in piedi.
La sabbiolina e il fine pietrisco sul selciato scricchiolavano al minimo movimento dei mocassini che calzavo con imbarazzo. Non portavo mocassini e calze bianche da quando lasciai il paese. Me li ritrovo ora che ho raggiunto il Nirvana. Non ho giustificazioni, meno male non servono perché altrimenti non saprei proprio cosa dire.
Molto strano che sia chiuso e non ci sia nessuno. C’è un cane questo sì, ha smesso di grattarsi, ora è ritto su tutte e quattro le zampe, sembra indeciso. Ha deciso. Ha deciso di morsicarmi. Ehi, non fare scherzi, non ho raggiunto il Nirvana per farmi morsicare da un cane.
Mi metto a correre, la bestia mi insegue e, senza che me ne renda conto, tutto torna indietro, io torno indietro, il cane mi viene dietro.
Corro e la strada che percorro è tale e quale via Dante, così questo non è più il Nirvana: è Riccione. Davanti una pasticceria c’è mia madre, mi guarda correre e non dice niente. Però ferma il cane, sembrano conoscersi. Mangiucchiano biscotti al burro e si dimenticano di me.
Torno a casa con un taxi. Devo essermi sbagliato. Un’altra volta. Quanto mi costa la vita. Solo di taxi.
Un guazzetto senza esclusione di polpi.
- L'olismo, l'olismo, olismo, olistico. L'approccio olistico è come voler fare una gang bang da soli.
- Vestiti che facciamo tardi.
Ma io sono ignorante, cosa credi? Mi fai le domande da comunista? Voi avete perso, bello, ciccio mao. Siete perdenti, dei pezzenti, non c’è storia, siete finiti. Non mi interessa niente. Cretino.
Frank!
Maledizione Frank - 36.
- Capo, abbiamo preso le piattole
- Cristo santo. E Frank?
- È stato lui, le ha prese Frank.
- Ma cristo, come ha potuto?
- È stato grande capo, avrebbe dovuto vederlo.
- Ma cosa dici animale? Cosa dici pezzente, straccio, relitto…
- È stato Frank. Frank le ha prese…
- Non dire altro!
- Frank…
- Non fiatare!
- Le ha…
- Zitto!
- Fatte prigioniere.
- … E questo cambia le cose.
- Vero, capo.
- Ma tu rimani una risacca di fango e merda e detriti e infezioni e malattie e schifo e schifo e merda e
Sono la Sara. Leggo le cose incomprensibili dei poesi e mi eccito come una matta. Dicono le cose che vorrei sapere di dire se fossi poesa anch’io. Mamma mia come sono bravi i poesi incomprensibili. Ma come sono bravi. Io non ci capisco ma sono bravi, mamma mia.
Entro nel tuo tinello, mi accomodo sulla seggiola, e noto per prima cosa il sapone di Marsiglia in polvere, poco lontano dal tavolo, nel cartone appoggiato sul lavello. Il percorso inizia lì, con il primo bagaglio di pregiudizi, essenziali per continuare. Noto tutto il resto, non ci metto molto, cinque minuti, il tempo che prepari il caffè. L’aroma dalla moka tenta di confondermi ma ormai è fatta. Ho giudicato. Bevo una tazza e ci provo. I tuoi collant arancioni del resto, alla fine del percorso, non lasciano dubbi. Ci provo senza alcun dubbio.
- Io, per me, non so voi, ma io.
- Ma senz’altro milord.
- Dicevo, non so voi ma non ho dubbi per quello che mi riguarda.
- Capiamo benissimo milord, le ripeto che senz’altro.
- Lo potete garantire?
- Nella maniera più assoluta.
- Allora non ci resta che aprire questo pacco.
- Ne saremmo lieti.
- Ebbene, d’altra parte… ecco qua.
In piedi sventra il pacco con una mano, in un gesto solo. Lancia l’involucro di carta facendo ribaltare il contenuto sul tavolo.
- Mio dio
- Milord?
- Ma è un’Ape Piaggio. Un modello esemplare, splendido!
- Voi dite?
- Ma sicuro non ve ne accorgete? Guardate solo la cromatura, i cerchioni, gli sbalzi, le maniglie.
- Confidiamo nella vostra sapienza, nella vostra esperienza, milord.
- Già, già, già, voi non siete mai stati a Filicudi. A Filicudi perfino il tempo viaggia a bordo di un Ape Piaggio. A Filicudi il pianale di un’Ape Piaggio ha più dignità di un vassoio d’argento. E ciò che vi si trasporta, sia esso cemento, capretti, frutta, fichi d’india, cani e zecche, possiede la sacralità del Dono.
- E dunque firmerete per ricevuta?
- Non ho più nessuna remora. D’altra parte non avevo dubbi.
- Bene milord, se volete allora favorire.
- Ma sicuro. Date qua.
Mentre firma in posa solenne e animo generoso
- Ma… non vi sentite prudere?
- Senz’altro milord.
Cos’è un decennio? Cos’è un decennio in confronto a un quarantennio? Non è niente. Non è più niente.
stanlaurel in Sta andando forte, s...
utente anonimo in Sta andando forte, s...
stanlaurel in Sta andando forte, s...
Motorumorista in Un guazzetto senza e...
stanlaurel in Un guazzetto senza e...
PastisAbeba in Un guazzetto senza e...
ilgattosilver in Sta andando forte, s...
stanlaurel in Sta andando forte, s...
Motorumorista in Sta andando forte, s...
stanlaurel in Sta andando forte, s...
amaro rancore
bob nor
boulevard
drupi
espressioni da incendiare
espressioni da salvare
frank
il vangelo di giudo
lappuntamento
maestro rofo
merx
nomi
parole
paul niente
r
rent a man
rosa loi
vibratori marelli
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005